Armando Innamorato
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Un Bolero en el Nombre de Armando
Michel e Betty si recano nel locale alla moda “Almirante Padilla”, dove si trova anche, per caso, il grande cantante Ricardo Montaner. Il nostro francesino si impegna a fondo per convincere la bella presidente a compiere una scelta radicale, a partire per Cartagena, elogiando il clima di puro relax, l’aria libera dal monossido di carbonio , e, ovviamente, il mare :“un orizzonte davanti agli occhi … e tutte le notti, la luna sopra il mare”. Nel bel mezzo di un brindisi iniziato da Michel :”Al tuo trasferimento a Cartagena!” e nelle risate dei due piccioncini, irrompe un ospite indesiderato… A: Buonasera! B: Che cosa ci fa qui, dottor Armando? A: No, no… non voglio disturbarvi, sono semplicemente passato a salutare! Arriva un cameriere : “Desidera ordinare?” B: No, no, il signore non desidera ordinare niente, grazie! A: Mi porti un whisky, per favore. Voi ne volete un altro? (Che dolcioso, magari ce se strozzano con quella sbobba arancione!) B: NO, grazie….. M: Un whisky per il signore… A: (prendendo una sedia e infilandosi tra i due….Grandeeeeeeeeeeeeeeee!) Grazie…. Prometto che non vi disturberò per molto tempo; so che il signore sta facendo un’offerta molto allettante a Beatrice! Sa, non avrei mai pensato che, uno appena arrivato all’Ecomoda, avrebbe fatto una proposta di lavoro a Betty, al Presidente dell’azienda, non lo capisco! B: Per favore, dottore; la decisione è mia! M: Posso intervenire? (NOOOOOOOO, TACI!) Mi scusi, però Betty mi aveva detto che era già sua intenzione lasciare l’Ecomoda; quindi mi è sembrato legittimo farle questa offerta di lavoro. Non ho mai pensato, neanche per un momento, di mettermi in competizione con la sua azienda… A: Certo,mi sembra giusto; è più che legittimo; il problema è che l’azienda non era la corrente dell’intenzoine del Presidente di ritirarsi! B: Lei sa perfettamente che il mio incarico all’Ecomoda è temporaneo e che, nel momento in cui tutti e due avessimo realizzato gli obiettivi che ci eravamo prefissi, avrei avuto la piena libertà di andare dove volevo! Ecco così erano l’accordo! A: Questo è vero Beatrice, ha la più assoluta libertà; volevo semplicemente, mi perdoni l’impudenza, che almeno ascoltasse la proposta con cui l’Ecomoda la invita a restare: anche questo è legittimo, giusto? Michel, Michel, amico mio; mi permetta di dirle che Betty ha preso il mio posto alla presidenza dell’Ecomoda e che si è rivelata, senza dubbio, il miglior Presidente che abbiamo avuto. In questo momento, sta lavorando in azienda per estinguere i debiti contratti solo per colpa mia,siamo sul punto di arrivare al traguardo dell’indebitamento zero! Ha appena avuto un grande successo di pubblico e di critica con il lancio dell’ultima collezione e grazie ad un’idea davvero brillante…perché , mi lasci dire, mio caro amico, che Betty è geniale! Ha salvato i nostri punti vendita! Mi dica, con il cuore in mano, sia sincero: lei crede che io, sia così pazzo, da farmi scappare una persona del valore di Beatrice? Si sbaglia! M: Ehhhh, suppongo di no, però da quanto Betty mi ha raccontato, ho capito che il successo professionale non è tutto per lei! (Ma va!!!) Beatrice vorrebbe cambiare ambiente, vorrebbe cambiare vita… (Ma chio ha chiamato sto Perry Mason dei miei stivali?!!!) A: Questo è assolutamente comprensibile… Mi creda, non ho nessuna difficoltà a capire perché Beatrice voglia cambiare vita e cambiare ambiente… Dottoressa Pinzon, so che l’Ecomoda non è certo il massimo della vita, lo so! Sicuramente è stato peggio di quanto potesse immaginare, non lo meritava! Ma era troppo tardi quando ci siamo accorti del suo talento, del suo impegno, della sua intelligenza e, soprattutto, della sua grande ricchezza interiore! L’abbiamo scoperto poco a poco, Michel, e , a poco a poco, ce ne siamo innamorati! In che momento preciso sia successo, non lo so; so soltanto che, ormai, era tardi, capisce? ! Quando Betty aveva accumulato troppo rancore dentro, a causa di tanti problemi, troppi fatti e malintesi che si sono verificati e che, non abbiamo ancora avuto occasione di chiarire! Comunque sia, continuiamo a credere in Lei, riteniamo prezioso il suo lavoro e ci affidiamo al suo aiuto, affinchè possa risolvere tutte le difficoltà che ancora abbiamo! So che L’Ecomoda non è un’azienda perfetta, sicuramente ha dei difetti e dei punti deboli ,e forse, il difetto più grande dell’Ecomoda sono Io! Quindi Beatrice, in conclusione, anche se so che lei ha ancora tanto dolore dentro, che le abbiamo causato sofferenza, ebbene le giuro che, nonostante questo, voglio che sappia una cosa: voglio che sappia che l’Amiamo…Gli impiegati, le segretarie, la centralinista, il fattorino, e , naturalmente… Io! Ritengo, dunque, che sia necessario… B: Adesso basta, dottore! La prego! Io voglio andarmene dall’Ecomoda e lei sa per quale ragione! A: Si, lo so! Però so anche che ho bisogno, o meglio, ho la speranza, che ci dia un’altra opportunità… M: Dottor Mendoza… A: Siiiii?!!!! ( per chi non avesse il traduttore : che cavolo vuoi? Che t’impicci?) M: Capisco la sua posizione! Però capisco molto bene anche quella di Betty (Lo so io che posizione capisci di Betty, quella orizzontale), sono convinto che il suo desiderio in questo momento sia cambiare aria… E credo che il cambiamento di ambiente, credo che la vicinanza del mare, la prospettiva di un lavoro e di una vita più tranquilla, più rilassata, sia proprio quella di cui ha bisogno…! A: Salute! Salute Michel, salute Betty! Io la penso esattamente come lei; ha bisogno di rilassarsi e di cambiare ambiente … e’ evidente che la mia proposta, in confronto alla sua, conta ben poco … lo so … S’immagini , io non ho nessuna chance! Ci pensi: il mare contro le tristi pareti dell’Ecomoda; un tramonto tropicale contro un tramonto dietro una fabbrica; la notte stellata, la musica meravigliosa e l’aroma del mare, la salsedine contro…(?) un bar di periferia, squallido e con della musica alquanto dozzinale… Non posso competere con tutto questo, Michel! Però, devo ammettere che la sua proposta mi pare meravigliosa per Betty, io al suo posto avrei fatto lo stesso! In ogni caso, dottoressa Pinzon, le chiedo solo di ascoltarmi e di riflettere su quello che le dirò: io non posso certo offrirle il paradiso, no… non ne sono in grado… L’unica cosa che posso offrirle sono quelle quattro pareti che abbiamo condiviso per tanto tempo, senza avere la necessità di sentire il fragore delle onde del mare, o vedere come si appoggia la luna sull’orizzonte… Per vivere quello che abbiamo vissuto, Beatrice, per provare quello che abbiamo provato, a noi è bastata soltanto la luna di Bogotà, quella fredda luna, che è poi la stessa che ha ispirato tanti uomini, tanti poeti nel corso del tempo (questo discorso vi è nuovo????!)! Sarebbe così bello poterlo rivivere, perché abbaiamo scoperto che quella era la vita, quella autentica; non voglio perdere tutto questo Beatrice! B: Dottore, adesso basta! Non voglio più parlarne, e, tantomeno qui. Mi lasci in pace, glielo ho già chiesto almeno mille volte! A: Bene… Io non volevo rovinarvi la serata, ci mancherebbe altro… Volevo chiederle un’altra opportunità, tutto qui… A questo punto vi lascio e vi auguro “Buona fortuna”… B: No, no, so che non se ne andrà; è meglio se cambiano posto; Michel ti dispiace se andiamo da un’altra parte? M: No, no! Calmati e resta dove sei… Adesso noi due dobbiamo parlare… Non possiamo andarcene così.. Intanto Armando, distrutto e in lacrime, di fronte ad un altro bicchiere di whisky, continua a ripetere :”Non la posso perdere, non la posso perdere, non la posso perdere…!” con sempre più enfasi e disperazione, finchè non nota la presenza di Ricardo Montaner (un celeberrimo cantante d’amore) all’interno del locale…
Michel non vuole uscire dal locale, vuole parlare in maniera franca con quella donna che sta per partire con lui. Vuole che Betty parli con Armando, ma la ragazza rifiuta adducendo una serie di scuse banali. Michel le confessa apertamente di aver capito che tra lei e l’uomo ” c’è qualcosa di grande, di molto profondo” e che la ragione della partenza della donna è la sua “voglia di fuggire da lui”. Sa che Betty non si sentirà tranquilla e con la coscienza in pace da nessuna parte, se non affronta apertamente l’uomo… e col cuore in mano, alla fine le rivela: “Betty io non me la sento di avere accanto una donna che ha lasciato il suo cuore a Bogotà! Voglio che tu venga con me consapevole e serena!”
Armando, nel frattempo, sta implorando il famoso cantante perché dedichi un bolero alla donna che ama e che lo sta facendo “impazzire d’amore” (addirittura rivelandogli di aver letto il suo diario e di essere sicuro che lei lo ami davvero e ancora…!), mentre Michel lascia sola Betty, per darle il tempo di chiarire con L’ex-capo. Ricardo Montaner sale sul palco e , dopo aver spiegato al pubblico, che un suo nuovo amico gli ha chiesto di fare una serenata alla sua fidanzata, chiede ad Armando quale sia il nome della sua bella… Dalla folla la voce di Armando si erge con un “Betty, si chiama Betty!”, che fa alzare la ex-segretaria dalla sedia, di scatto, in preda la più livido stupore… Ricardo Montaner dedica alla bella colombiana “Besame” un bolero pieno di pathos e di sentimento, mentre hegli ochhi di Armando scorrono le immagini dei loro momenti insieme….
Bésame la boca con tu lágrima de risa, bésame la luna y tapa el sol con el pulgar Y bésame el espacio entre mi cuerpo y tu silueta y al mar más profundo bésale con tu humedad. Bésame el susurro que me hiciste en el oído, besa el recorrido de mis manos a tu altar Con agua bendita de tu fuente bésame toda la frente que me bautiza y me bendice esa manera de besar. Besa mis campos y mis flores con tus gotitas de colores, besa la lluvia que resbala en la ventana. Besa mi vida y mis cenizas y me dirás que voy deprisa, bésame y deja con un grito que lo logre. Besa el torrente de ilusiones, bésame todas las pasiones, besa mi río hasta su desembocadura Besa mi vida y mis cenizas, me dirás que voy deprisa Besa mis días y mis noches, mis diluvios y mi cielo a pleno sol. Bésame los ojos aún dormido en la mañana, bésame la piel con el caudal de tu estrechez Con agua bendita de tu fuente bésame toda la frente que me bautiza y me bendice esa manera de besar. Besa mis campos y mis flores con tus gotitas de colores, besa la lluvia que resbala en la ventana. Besa mi vida y mis cenizas y me dirás que voy deprisa, bésame y deja con un grito que lo logre. Besa el torrente de ilusiones, bésame todas las pasiones, besa mi río hasta su desembocadura. Besa mi vida y mis cenizas y me dirás que voy deprisa Besa mis días y mis noches, mis diluvios y mi cielo a pleno sol, y mi cielo a pleno sol...
Alla fine del bolero, Montaner porta Armando al tavolo di Betty e le chiede di ascoltare questo suo povero amico in pena… Armando lo ringrazia di cuore e lo abbraccia, sedendosi con Betty… E’ ora di parlare…. B: Perchè si comporta così, dottore? (ok, va bene essere ottusi, però qui si esagera, no?) A: Ancora non lo capisce, Beatrice? Ancora non ci crede? Perché l’Amo Beatrice Pinzon Solano… e anche perché muoio dalla voglia di darle un bacio sulla bocca! (ok, no comment! Mi sto sciogliendo!) B: Fino a quando, dottore? A: Finchè lei mi vorrà, finchè lei non mi caccerà via o finchè io non morirò! B: Senta dottore, se sono rimasta qui è stato per chiederle che, per favore, mi lasci in pace, per l’ultima volta! Tra pochi giorni le restituisco la sua azienda che funziona e che, in ordine e senza problemi, tornerà nelle sue mani e in quelle delle sua famiglia… A: Senta, io di quell’azienda ne ho abbastanza! Io mi sono stancato di questa storia dell’azienda, Beatrice… Senta, per me quel francese la farà innamorare e si prenderà la mia azienda, vedrà che andrà così… B: No, Michel non la vuole, dottore! A: Comunque non importa … Io regalo la mia azienda a Michel, gliela offro, gliela intesto, quello che vuole! Ma lei, no; la mia Presidente non se la porta via, io non permetto che si allontani da me! Voglio che a Lei sia ben chiaro, che io non sono qui per l’Ecomoda, ma perché l’Amo! A questa storia dell’Ecomoda non crede più neanche Lei! E sa che lei è in guaio molto grosso con me, Beatrice? Perché è di fronte a un pazzo che l’Ama, e che l’unica cosa che le chiede è un’altra opportunità, una seconda opportunità! B: Hihihii, un’altra? Noooo, mi è già bastata la prima troppo deludente! Io non so che cosa pretende con tutto questo, dottore, ma le voglio chiedere di smetterla con questa farsa, perché io me ne vado… Io me ne vado! A: no, non è vero; lei non se ne va da nessuna parte! B: Ma lei pensa che io sia un oggetto di sua proprietà, forse, mi dica? Come fa ad avere la certezza che se mi perseguita, se mi dedica delle canzoni, se mi dice che mi ama, riuscirà ancora ad avermi così facilmente, come purtroppo è capitato? Ormai conosco quelle parole, non mi incantano! Che cosa crede che farò adesso: che cadrò ancora ai suoi piedi? Che razza di imbecille crede che sia? Non le viene in mente che tutto il dolore che mi ha provocato possa farmi provare soltanto odio per lei? A: No, lei non mi odia, Beatrice… B: No, è vero, non la odio! Non sento né amore, né disprezzo, né niente per lei… Non sento più niente! A: Non è così, continua a sentire qualcosa per me, Beatrice, io lo so! Per questo le chiedo una seconda opportunità, non posso perdere questo momento! B: Non sia così arrogante, dottor Mendoza! Mi sta offendendo con la sua presunzione! A: Non è arroganza … non è arroganza, Beatrice! Io so perfettamente quello che sto dicendo e, se lei mi dà una seconda opportunità, io posso dimostrarle che l’Amo molto più di quanto lei ami me! ... E posso dimostrarle che il suo amore per me non è stato vano, perché, vede, è da moltissimo tempo che la porto qui nel mio cuore, come una croce! Io Appartengo a Lei tanto quanto Lei Appartiene a Me, e , per questo, non ci dobbiamo separare! B: Senta, dottor Mendoza, abbandoni il suo ottimismo, perché lei non sta parlando con la stessa imbecille di un tempo, quella non esiste, se la scordi… e questa imbecille di adesso ha una sua dignità, e non è rimasta ad aspettare che la vita le facesse un miracolo, al contrario, ha fatto in modo di strapparselo da l petto, con molto dolore(!) e con molto sforzo, ma l’ha fatto … E lei è rimasto fuori dai miei sentimenti e dalla mia vita, dottore! A: (in un fiume di lacrime!) Beh… mi spiace… Mi dispiace contraddirla, ma è lei che mi sta dicendo una bugia, Beatrice, perché non ha mai smesso d’amarmi… B: Io non la sopporto più, arrivederci, dottore! A: Beatriceee! “Il mio cuore si rifiuta di accettare la sconfitta, il mio cuore è come se fosse immune di fronte a quello che Armando mi ha fatto, è un traditore che ancora batte quando lo vede….” B: (dopo aver girato la testa stile Esorcista…) Dov’è il mio diario? A: Lo so che non avrei dovuto leggerlo, ma creda che quando l’ho letto sono andato all’Inferno; ho sofferto ad ogni pagina, Beatrice, ma poi, mi ha anche ridato la vita… quella vita che ora so che voglio condividere con Lei! B: (dopo avergli strappato di mano il diario) Le dico una cosa dottore : questa (urlando) è stata l’ultima canagliata che lei mi avrà fatto nella vita, l’ultimo sopruso, l’ultima profanazione della mia intimità! E un’altra cosa, e se la tenga bene in mente: non mi dimenticherò di tutto quello che mi ha fatto, di come ha giocato con me, non voglio vederla mai più, non voglio vederla mia piùùùù! A: Betty, vita mia, Bettyyyyyyyyy! Betty scappa via lasciando li solo Armando, e, successivamente anche Michel (che mesto, mesto, torna all’albergo da solo)… Armando infuriato si da dell’imbecille da solo; un cameriere corre dall’uomo pensando di potergli essere d’aiuto e l’uomo, ormai lacerato, risponde: “Siiiiiiii, voglio che mi porti cicuta, con acido solforico e trielina… con un po’ di ghiaccio!”
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